What is Life?
What is Life? What Is NOT?
Qualche tempo vi introdussi un mio svolgimento liceale proposto dal prof di filo che mi proponeva di spiegare il concetto di VITA.
Ora, dal momento che state leggendo il blog di un tizio abbastanza fuori di capoccia da litigare letteralmente fino a tarda notte sul fatto che Epicuro abbia ucciso preventivamente le possibilità di nascita e sviluppo della metafisica, direi che c'è da aggiungere una postilla, che definisce nel profondo IMHO la vera frattura tra religionismo e ateismo:
Non si può definire la Vita senza girarci intorno.
Non significa girare intorno alla definizione, ma proprio alla Vita: come si è formata, come si è evoluta...altrimenti
non si può definire cosa sia la vita e cosa la vita, in effetti non sia.
Normalmente si definisce vita ciò che è formato da composti organici. Cioè:
Viene attualmente definito composto organico qualsiasi composto del carbonio in cui questi abbia numero di ossidazione inferiore a +4. Sono pertanto esclusi l'anidride carbonica, l'acido carbonico e i suoi sali, ovvero i bicarbonati e i carbonati. Il monossido di carbonio, benché abbia un carbonio con numero di ossidazione inferiore a +4 e quindi sia incluso nella definizione, è comunque considerato un composto inorganico.
La differenza è minima. Invisibile. Un numero di ossidazione. Di cui 3/4 di voi non avranno mai sentito parlare o ricorderanno come un vago rimando scolastico.
Il fatto è che escludendo un assurdo Dio e l'introvabile anima, trovare il momento in cui si possa definire una cosa viva e una cosa non viva è molto difficile.
Per questo restiamo tanto stupiti e impossibilitati a capire di fronte a un uomo morto. Ad un essere qualsiasi, morto. Quand'è che avviene il passaggio? Quando possiamo dire, senza macchine, senza elettrocardiogrammi, encefalogrammi e pentagrammi, dove la vita finisca, effettivamente?
Ma poi la Vita di un essere complesso...cos'è in effetti? Se andiamo ad analizzare da vicino, molto vicino, fino a che un mitocondrio non si giri infastidito a chiederci che caspita vogliamo, possiamo vedere che in effetti un organismo complesso non è che una colonia di cellule singole, individuali, ognuna che tira l'acqua al proprio mulino, ma ognuna fondamentale al funzionamento di tutte le altre.
Una struttura sociale di individui egoisti.
Dunque cosa ci definisce? Io non lo so. Io so di non essere un essere umano formato in quanto tale, ma l'equivalente organico di una torta derivato da una ricetta evolutasi con il potere della fisica elementare su un pianeta con condizioni di stabilità sufficienti a composti fragili.
e NO, questo non abbassa la mia autostima o autoconsiderazione. Che sono già basse, ma a prescindere io FACCIO PARTE DEL MONDO, DELL'UNIVERSO.
Non mi schifo e non mi terrrorizzo di essere chi sono.

Ma dove inizio io e finisce la pietra?
Ok: mi nutro, sposto autonomamente e riproduco. Oltre a un paio di altre cose che mi danno più o meno la certezza di esistere, o quantomeno un'illusione sufficientemente realistica da farmi divenire superflua un'eventuale realtà di simulazione.
Soprattutto mi nutro, credo sia la chiave di tutto: se io prendo un sasso, resta lì in eterno. Se io prendo un gatto e non gli permetto di nutrirsi, muore.
Una creatura viva consuma energia che può riprendere tramite la nutrizione, e senza cui non può invece mantenere bassa la tendenza all'entropia degli elementi che lo compongono.
Senza energia, ci disgreghiamo.
Ma se io vado a vedere le mie cellule, scopro che sono fatto della stessa materia che brucia nelle stelle. Anzi, da essa deriviamo: se il Sole non fosse una stella riciclata dai gas rimasti dall'esplosione di un'altra stella madre più grande, probabilmente noi non ci saremmo mai aggregati.

Le mie cellule sono un aggregato di carbonio e altri minerali, gas, metalli. Unitisi in protoreplicatori in una pozza d'acqua e una schicchera elettrica, o forse evolutisi direttamente da complessi cristalli minerali effettivamente del tutto inorganici(quest'ultima teoria mi affascina decisamente di più del brodino primordiale, anche se molto più complicata...fa meno Knorr, se capite).

Ma quand'è che io posso dire che C6H12O6 (carboidrato) sia qualcosa che deriva dalla Vita e che alla Vita rende omaggio ed energia? Alla fine è semplicemente Carbonio, Idrogeno e Ossigeno. Tre elementi che sono nell'uomo e nella barbabietola, ma pure nei sassi e nelle stelle.
Ecco, secondo me funziona così: breve storia della Vita secondo un Trullallà.
1)Nell'acqua una schicchera, o tra i cristalli complessi un intruso più malleabile al legame con altri elementi. L'ordine che si genera così, l'involontario (allora) spirito di autoconservazione e replicazione che si genera per semplice attrazione magnetica, elettrostatica, interazione nucleare forte, si moltiplica e prende piede e complessità per via della lotta che da sempre esiste per il possesso delle risorse.
2)La complessità aumenta, e diversi composti già pre-organici si trovano a convivere a distanza sufficiente da imparare a sostenersi a vicenda, o morire. è presumibile che infinite strade della possibilità siano svanite via via senza tagliare la strada alla complessità evolutiva, sempre cieca e sempre attiva. La selezione naturale non è il caso, ma la risposta all'ambiente.
3)I composti si ritrovano così a vivere in armonia, e si costruiscono una struttura di difesa e raccoglimento per impedire di venire attaccate o separate. Non è una questione di volontà: è semplice "buon senso inorganico": le cose sopravvivono solo se vanno così o così, se vanno cosà invece ciaociao. Ci sono molti così e molti cosà che si bilanciano, al punto che improvvisamente i composti pre-organici scoprono che se vogliono continuare ad esistere insieme devono reperire energia, questa nuova necessità prima inesistente.
4)Là. La necessità di mangiare è la chiave. Energia. I più arditi sperimentano il Sole, l'energia solare per spaccare le molecole che trovi in giro. I meno arditi iniziano a spaccare i più arditi per recuperare le molecole già spaccate. Alcuni a metà strada, o forse ancora-più-arditi, proseguono la teoria delle alleanze e si fondono con i più arditi, strani tizi verdolini che regalano un grazioso pigmento a tutta la composizione.
6)Ma ecco che avere energia a disposizione e continuare a rimanere piccolini o semplicemente spezzettarsi sembra uno spreco: perchè non mettersi d'accordo e unirsi in strutture ancora più complesse, così da poter raggiungere più facilmente il cibo, spezzarlo più facilmente, assimilarlo meglio e crescere ancora?
7)Ed ancora: una volta che siamo così complessi, perchè non fare di noi cellule una sola fabbrica? Un acido andrebbe benissimo, non si disgrega facilmente e si manovra bene. Là. DNA
DA 8 IN POI)Il resto è preistoria e storia.

Eccolo lì, il punto di cambio. Secondo me, eh. L'Energia. Il Soffio Vitale di Dio...è il momento in cui l'accelerazione di complessità all'interno di un ambiente favorevole è entrata nel vortice del secondo principio della termodinamica: l'entropia della struttura. Non siamo più sassi, l'energia esterna non ci distrugge ma crea.
E proprio assurdamente, l'ambiente favorevole diventa, grazie a questa trasformazione, sfavorevole. L'ossigeno inizia a regnare, l'ossigeno che ossida ed uccide, e l'unica salvezza è fare il passo al contrario. Finchè siamo semplici si può ancora fare. Prendere ossigeno per l'energia e ricomporlo in altro.

Ora non si può più, l'ossigeno è tutto. Ma non si sa mai, tra due miliardi di anni. Giusto giusto prima che il Sole ci fagociti come un ciccione con l'ultimo pasticcino.
Abbiamo girato intorno alla Vita. Ed eppure dopo essere tornati sassi siamo ancora più uomini, come ricordare l'infanzia ci fa adulti migliori.

IO la vedo così. E secondo me sono sul sentiero di chi Ha Ragione.



6 commenti:
Tu dici energia, capacità di trasformare energia.. ed è giusto, vale anche per le piante.
Ma a me interessa di più la capacità di produrre pensiero. Devo riflettere ^^
Io questo post lo devo leggere un po' alla volta, altrimenti provo solo un diffuso senso di impotenza davanti alle tue tesi.;p
(tralasciando AMPIAMENTE Epicuro)
Non si può definire la Vita senza girarci intorno.
E non definiresti questo tuo "girare intorno" metafisico?
La ringrazio per intiresnuyu iformatsiyu
molto intiresno, grazie
molto intiresno, grazie
good start
Posta un commento