lunedì, febbraio 04, 2008

cloverfield






CLOVERFIELD
o l'insostenibile leggerezza dell'antropocentrismo

Ps: nessuno spoiler


Post nato dalla visione di Invasion, a sua volta Remake de l'Invasione degli Ultracorpi di maccartistica memoria, e aggiunto in conferma alla visione ieri della nuova Strega di Blair alta un paio di centinaio di metri. Dopo aver fatto 6 giri per trovare Parking, s'intende...Napoli non è Grosseto. IL che forse ha amplificato la mia parzialità nei commenti. XD

Invasion, Cloverfield, Io sono Leggenda...il cinema e il mondo in generale sembra in questi tempi tornato all'antropocentrismo artistico. Se l'Universo se ne va alla sua velocità immensa e ci lascia indietro, ormai ridotti a macchine genetiche rimontabili in mano alla genetica come Barbie Girl, l'uomo si oppone e si ostina, ateo a sè stesso.


Siamo convinti che siamo noi i migliori, i più evoluti, gli immortali. Sia in presenza di un Dio che sceglie e salva o condanna comunque a qualcosa che non finirà mai, sia in presenza dell'assenza di un dio che fa di noi stessi l'unica fonte di esistenza, sola sorgente di Creazione.

Per questo eccoci qui, a farci tremare di orrore di fronte a virus assassini, a creature aliene invadenti, a specie di Dogon Lovecraftiani che come in un racconto del 1930 calano da non si sa quale dimensione perduta per sbatacchiare contro i dolmen eretti e illuminati della città/civiltà umana. Vampiri che castrano la nostra volontà di potenza e ci strapazzano e ci costringono a fuggire, a nasconderci, o a farci masticare mentre loro si riproducono allegri e felici.

Il terrore, l'angoscia che ci distrae ed ammalia, perchè non più legata ad armi atomiche, pandemie realistiche, sconvolgimenti climatici, ma a improbabilità evolutive che portano TUTTI, indistintamente, all'estinzione dell'umanità.

Così il singolo non si sente più solo, e sempre nell'immenso antropocentrismo che fa della SPECIE il centro, e non l'INDIVIDUO...tutti facciamo la stessa fine.

Sapete cosa? Magari mi sto imbevendo troppo di teorie evolutive e finirò per diventare davvero troppo simile al mio personaggio preferito in Jurassic Park, che non è mai stato il paleontologo serio, ma il matematico fuori di zucca. Ian Malcolm.

La Vita è difficile da creare, ma una volta creata è difficile da distruggere. Si organizza per vivere ovunque, per congelarsi per milioni di anni se le cose non vanno tanto bene...ed ecco. Dico io, per carità, non dico che diventi folle di piacere al pensare che i miei geni o quelli della mia specie un giorno diventino un nulla di fatto...almeno prima di quando la Terra non diventi una nocciolina tostata da un Sole all'Elio...

però sinceramente non la vedo come questa mostrusità senza confini. Se una creatura più forte di noi, più potente di noi, migliore di noi in termini di adattamento all'ambiente sopravvive alla nostra auto-estinzione o semplicemente ci soppianta...

eh, oh.

Purtroppo noi siamo al mondo perchè infinite altre specie hanno fatto la stessa fine, e quindi non vedo motivi per cui noi dovremmo esentarci da questo. La ragione può aiutarci, certo...la razionalità ci ha permesso di diventare chi siamo, e sicuramente ci ha garantito la sopravvivenza in situazioni in cui una normale specie animale non in grado di risolvere problemi complessi avrebbe finito per salutare il palcoscenico cosmico...


Ma la tychè, o il Fato, o come volete chiamarlo, non per questo ci rende meno fragili: in un ambiente dove gli strumenti scientifici non possono aiutarci, torniamo esattamente come milioni di anni fa. Scimmie senza pelo che devono imparare come si accende un fuoco.

Oppure lasciare di nuovo che dove un tempo c'erano città crescano indisturbati

verdi campi di trifoglio

4 commenti:

ladymachbet ha detto...

Sono d'accordo sui film, ma essi narrano il punto di vista umano e devono celebrare l'uomo.
Poi la vita va per conto suo, noi siamo solo una tappa tra le tante.

stark ha detto...

Ma farmi un trillino prima, e dire: "Ma secondo te mi butto su Cloverfield o su Woody?"? No, eh? :P

roby ha detto...

mh...sarà...ma la consapevolezza della fragilità della specie umana pari a quella di molte altre specie non toglie che lo scopo di una specie, e quindi di qualsiasi individuo di quella specie è la sopravvivenza nel tempo della specie stessa. così come lo scopo di un popolo è quello di costituirsi come stato e durare come tale (hegel) o come lo scopo di uomini e donne è quello di unirsi per lasciare qualcosa di simile a sè dopo di sè (aristotele).('cusami, ma mi hai colto in pieno studio;D)
il tuo messaggio è "badate che siamo puntini nell'universo e possiamo essere annientati in un nanosecondo" e io aggiungerei "quindi non siamo stupidi e organizziamoci". ;)

ciò detto, basta film così, per pietà;*

TheCopywriter ha detto...

Stefy: certo, ma io sono in disaccordo...preferisco la visione originale di Io sono Leggenda...infatti in Cloverfield...;P

Fra: Sì, sapevo a cosa andavo incontro...ma a ME è piaciuto!;D

Roby: d'accordissimo...me li lascerò per la solitudine o per chi riuscirò a trascinarci...meglio Woody o Sean Penn per NOI! ;*;*;*